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Questa sezione vuole essere una naturale estensione
della pagina intitolata "La stampa originale"e porre quindi all'attenzione
dei lettori e di tutti coloro che trattano "la grafica"
in senso lato, le "numerose affermazioni inesatte e false
dette o riportate in quella trasmissione che, alla fine, anziché
fare chiarezza in un settore dell'arte già a lungo bistrattato,
hanno finito per ingenerare nel pubblico un senso generalizzato
di dubbio su tutto ciò che riguarda la grafica."
(P.Bellini) I commenti a quell'assurda trasmissione sono stati pubblicati sulla rivista "grafica d'arte" numero 50 - Aprile Giugno 2002 e su "L'occhio nel segno" supplemento al n. 50 di "grafica d'arte". Più in particolare questo supplemento, per una buona metà, è dedicato a commentare quella infelice trasmissione del 16 Aprile 2002, in cui è stato riportato a galla, da Bruno Vespa, l'ormai annoso problema dei falsi nella grafica. E, poiché in quella sede sono state fatte affermazioni inesatte e non corrette, era necessario che una rivista come "L'occhio nel segno" intervenisse per ribadire la propria opinione. Per facilità di lettura nonchè per una visione immediata e sintetica degli articoli pubblicati si riporta un sommario al quale è associato il "link" al rispettivo testo integrale. |
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da "grafica d'arte" n. 50 Aprile Giugno 2002 |
| P. Bellini, Per dovere di chiarezza |
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da "L'occhio nel segno" supplemento al n. 50 di "grafica d'arte" |
C. Gatti, Dietro
le quinte della grafica "non originale"
- l'opinione
-![]() P. Bellini, Resistenza o resa? M. Tabusso, La numerazione nelle stampe: un trucco o una garanzia? P. Foglia, Un'opera d'arte è tale solo dopo 50 anni? Che cosa dice la Legge? Artisti diversi, No, non è così - una serie di testimonianze C. Gatti, (a cura di) Un'intervista a Flavio Caroli - diritto di replica - B.Ferrari, Il gioco delle carte Redazione |
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Per dovere di chiarezza |
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Dietro le quinte della grafica |
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Resistenza o resa? |
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La numerazione nelle stampe: Nella vicenda Torcular-Telemarket uno dei punti di discussione
ha riguardato l'entità delle tirature delle stampe e la
loro numerazione. Si sono sentiti commenti di ogni tipo. Facciamo
un po' di chiarezza. |
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Un'opera d'arte è tale
solo dopo 50 anni? In una trasmissione televisiva dello scorso aprile a molti
telespettatori è sembrato di sentire un sottosegretario
alla Cultura affermare che un'opera d'arte può essere
considerata tale solo dopo 50 anni dalla sua esecuzione e pertanto
entro quel periodo per lei non si può parlare di "falso". |
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No, non è così Diamo spazio in queste pagine alle considerazioni di alcuni operatori, artisti, galleristi che ci hanno esposto il loro pensiero dopo la trasmissione del 16 aprile di "Porta a Porta". |
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"E immorale dare da intendere una cosa per l'altra. Ed
è anche immorale che qualcuno, in quella trasmissione
di "Porta a Porta", pur potendolo fare, non abbia replicato
a certe affermazioni offensive per la pittura e l'incisione.
Non lo ha fatto perché non ha voluto mettersi in contrapposizione.
Questa è complicità, una connivenza con il potere
per il potere. Quella trasmissione mi ha insegnato che certe
persone intelligenti, moralmente parlando, non esistono come
persone". "L'onorevole Sgarbi ha affermato l'improponibilità
della dizione di opera d'arte per i fogli di grafica seriale.
E ciò per una duplice ragione: in primis la legge italiana
tutela come opere d'arte solo quelle prodotte da più di
cinquant'anni (negando con questo l'esistenza o la legittimità
della stessa categoria logica di arte contemporanea); in secondo
luogo perché ciò che deriva da una "Dopo la trasmissione proposta da Bruno Vespa sull'argomento
del mercato delle stampe d'arte, considero offensivo l'atteggiamento
tenuto da autorevoli studiosi e personaggi del mondo dell'arte
verso chi pratica la vera incisione originale". "Per un incisore il lavoro creativo non finisce nell'intaglio
ma nella stampa e il linguaggio incisorio è come quello
pittorico o scultoreo: si incide la propria emotività,
i propri pensieri, l'esperienza della vita che viviamo. Sostenere
il contrario è affermare qualcosa di non vero". "Esiste una nuova forma di analfabetismo ovvero non ci
si può più difendere da un certo tipo di comunicazione
se non se ne conoscono i meccanismi, il linguaggio. "A proposito dell'arte dell'incisione, anche se non si
ha a che fare con pezzi unici in senso letterale, si può
però parlare di originalità e di autenticità
di ogni singola incisione. Ma il numero delle tirature, questo
è il vero problema, lo stabilisce l'artista, la sua dirittura,
la sua integrità intellettuale. "Asserire che non c'è differenza fra una litografia
e una qualsiasi riproduzione meccanica, è come assimilare
la litografia alle effigi di un calendario patinato. Falsità
volgare, ma soprattutto grave, perché offende artisti,
stampatori, e collezionisti. Falsità che mina la credibilità
di tante stamperie d'arte; al cospetto della quale non poteva
rimanere silenzioso il "Bisonte" che è nato
e per più di quarant'anni ha lavorato con l'intento di
diffondere la cultura della grafica d'arte". "Per chi stampa quotidianamente, e con fatica lastre
incise a mano dagli artisti è offensivo sentirsi dire
che le stampe sono tutte riproduzioni. C'è una bella differenza
fra una fotolito ricavata da un disegno e una stampa tratta da
una lastra intagliata direttamente e con perizia da un artista
incisore". "Dopo quasi quaranta anni di frequenza con il mondo della
cultura e dell'arte dovrei essere ingenuo per scandalizzarmi
se un critico d'arte cambia le carte in tavola per giustificarsi
in una situazione che lo vede coinvolto; sarei davvero ingenuo
se dovessi scandalizzarmi quando un critico che si fa passare
per storico dell'arte usa indifferentemente le parole litografia,
serigrafia, incisione. Sono molto arrabbiato invece quando tale
personaggio conosce, forse, la differenza ma approfitta della
buona fede dei compratori da aste televisive e soprattutto gioca
sui termini per comunicare prima che l'autore dell'opera è
un artista poi che quell'opera non ha nessun valore perché,
come multiplo, non può essere un'opera d'arte ma solo
una riproduzione ed infine asserisce che la sua coscienza è |
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Un'intervista a Flavio Caroli Flavio Caroli, responsabile scientifico delle attività espositive di Palazzo Reale a Milano, è stato uno degli ospiti presenti alla trasmissione televisiva di "Porta a Porta". Lo abbiamo interpellato per capire meglio quanto ha detto ed espresso in quella trasmissione e per sentire da lui un parere sui meccanismi poco chiari che caratterizzano da anni il commercio delle stampe d'arte. Professore, vuole fornirci un
suo giudizio sulla vicenda Telemarket e sui problemi di mancata
trasparenza connessi al mercato della grafica? Un tentativo di regolamentazione
è stato fatto. Che cosa ne pensa della dichiarazione sull'originalità
prumulgata a Milano nel 1994? Professore, sulla scia delle dichiarazioni
di Sgarbi, una riproduzione può essere considerata un
falso o no? Consigli per i consumatori. Di
cosa ci si può fidare? Il testo della Dichiarazione di Milano del 1994, formulato da 30 esperti, si trova pubblicato sul n. 18 di "Grafica d'arte". Sul numero successivo sono elencati i nominativi degli oltre centocinquanta artisti, stampatori, collezionisti che l'hanno sottoscritta. |
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Il gioco delle carte Dopo un'indagine accurata nei mesi scorsi la Procura presso
il Tribunale di Bari ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare
nei confronti di nove persone, tra cui il presidente di una nota
società di televendite, i suoi stretti collaboratori,
e anche i parenti di celebri autori, protagonisti quotati della
figurazione italiana del Novecento. L'accusa è stata quella
di associazione a delinquere, volta allo smercio di opere false
attribuite alla mano di questi maestri.
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"grafica d'arte" e "L'occhio nel segno" e-mail: ediartes@eenet.it
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