Sabato, 25 ottobre 1997 presso le sale della Villa Confalonieri in Merate si è conclusa
con successo di stampa, critica e pubblico la mostra personale
di Consilvio Giuliana inauguratasi, alla presenza delle autorità
cittadine, il 4 ottobre.
Nella produzione pittorica dell'artista milanese, Raffaele
De Grada, in una presentazione del 1979, aveva ravvisato un
"avvio naturalistico"; nella monografia del 1989, Franco
Solmi descriveva l'immagine del suo paesaggio come "modellato,
in strutture serrate e ordinate".
Il critico Solmi, nell'esame attento della pittura di Giuliana
Consilvio, ha rivelato la parola-segreta, la cui conoscenza permette
di penetrare nel mondo figurale dell'artista: "il segno
dipinto". Un segno attorno al quale si sviluppa il tessuto
di un cromatismo luminoso carico di vibranti emozioni, che è
poi lo stesso, forte e sapiente, inciso dall'artista in decenni
di appassionato impegno creativo.
In un'introduzione ad una recente personale di pittura (aprile
'95 -Cascina Roma - San Donato Milanese) Rossana Bossaglia
scriveva: "... l'artista ha proceduto in un modo singolare,
prima componendo immagini senza preciso referente esterno, dove
una corposa e vitale pennellata a tratteggio dava luogo a libere
variazioni cromatiche....sicché, quando la pittura è
giunta al paesaggio e alla veduta nel senso proprio del termine,
è stato come se le figurazioni emergessero dal profondo
di una sottile nebbia, che forse è il profondo della sensibilità
dell'artista: disvelate".
Con le opere più recenti, realizzate tra il 1993 ed il
1997, la Consilvio crea autonomamente i "fogli-scultura"
partendo dalla materia prima, la cellulosa. Sulle trame i rilievi
dai contorni irregolari interagiscono col colore e segni incisi.
Il Comune di Merate ha avuto il piacere di presentare, con questa
mostra, un artista operante sulla linea di una tradizione dell'arte
lombarda: "...che si colloca tra l'eterno flusso del potere
della natura sull'uomo, e la ricezione moderna, avvertita degli
sviluppi della forma, del modo di essere di un pittore di oggi".
(Raffaele De Grada)
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