Xilografia: dal greco xilon, legno e grafo, scrivo, incido.
Vengono utilizzate tavolette di legno, soprattutto di alberi da frutto (pero, melo, ciliegio) o altri di grande durezza (bosso, sicomoro, corniolo). Tagliando un tronco d'albero in senso trasversale, perpendicolarmente alla "vena", si ottengono tavolette di "legno di testa". Se queste invece sono ricavate tagliando il tronco nel senso della lunghezza, longitudinalmente alla "vena", sono dette di "legno di filo".
Il legno di filo è più morbido da lavorare, ma i segni che l'artista cercherà di incidere saranno condizionati dall'andamento della "vena" del legno; quello di testa, invece, è più compatto e permette segni più sottili e soprattutto più precisi.
Si incide la tavoletta con strumenti adatti (sgorbie, scalpelli, lame) asportando il legno superfluo. Si stampa con un torchio tipografico, oppure a mano, premendo con un cucchiaio (con movimento rotatorio) la carta sulla matrice precedentemente inchiostrata da un rullo: le parti scavate via rimarranno bianche, mentre le parti in rilievo verranno impresse sul foglio. L'inchiostro che si usa è abbastanza consistente, poco fluido. Per quanto riguarda la carta, ai fini della resa del segno, è bene che abbia una superficie liscia e levigata.

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